Da Marrakech a Fez attraverso il deserto del Mezouga
Questo è un paese con molte contraddizioni. Dall’essere africani ma non sentirsi tali all’esprimere una grandissima capacità commerciale che a volte si ritorce contro. Le città che sorgono in questa nazione sono dense di luoghi misteriosi da scoprire e conoscere. Un popolo dalle mille sfaccettature che forse, a volte, viene giudicato nella maniera sbagliata.




Cosa c’è da sapere prima di partire:
Partiti all’alba ci siamo diretti verso Tinghir, la prima tappa del nostro tragitto per arrivare nel deserto. Tra le varie montagne sabbiose e rocciose, questo paese ti fa scoprire quelle che sono delle vere e proprie oasi. Lungo i piccoli corsi d’acqua che solcano le valli nascono piccoli villaggi che si mimetizzano con la natura cresciuta vicino all’acqua dolce del fiume. La prima vera e propria tappa l’abbiamo fatta ad Ait Ben Haddou. Nata come città fortificata, o ksar, lungo la rotta carovaniera tra il deserto del Sahara e l’attuale città di Marrakech. Si trova sul fianco di una collina lungo il fiume Ouarzazate. Il Ksar è protetto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Il paese moderno si è sviluppato fuori dallo Ksar, e oramai solo poche persone vivono nell’antico abitato. Molto suggestivo questo luogo è stato anche protagonista di moltissimi film e serie tv.
Giornata cominciata con un inaspettata calma è poi finita per stupirci nuovamente una volta giunti ai piedi del deserto. Li abbiamo preso dei quod e fatto qualche giro sulle rosse dune del Mezouga. Oltre a qualche altro momento di sport, con l’ormai famoso sand boarding. Verso sera e sul dorso dei cammelli ci siamo diretti alla tenda che ci avrebbe ospitato per la notte. C’è da dire che l’esperienza del dormire del deserto non è stata così agevole perchè il caldo è veramente molto ed ha per di più piovuto quindi l’umidità si è fatta sentire. Ma potersi sentire persi in quel mare di sabbia ha comunque un fascino pazzesco. L’alba del giorno dopo l’abbiamo vista sulle dune una volta terminata l’ultima passeggiata sui cammelli.
Finita la nostra esperienza tra le sabbie abbiamo raggiunto Fez. Questa forse è la città più autentica, tra quelle più conosciute. Uno sterminio di piccoli vicoli che ti portano ovunque e dove non è così difficile perdersi (anche con google maps). È sicuramente doveroso un giro nella medina di Fez che regala profumi e suoni totalmente diversi a quelli a cui sono abituati i nostri sensi. Assolutamente consigliati un giro alle concerie di pelli Chaouwara. Attenti a non farvi abbiundolare da tutti quelli che vi ci vogliono portare perchè poi poterste finire in un negozio dell’amico a comprare un cappotto. Altra esperienza assolutamente da fare è quella dell’Hammam. Si tratta di un complesso termale dove i mussulmani effettuano il ghuṣl, che serve a indicare il “lavacro massimo” che ogni buon musulmano deve compiere per recuperare lo stato di purità rituale. Ce ne sono un sacco fatti per i turisti, se invece siete impavidi potete farvi indicare un hammam locale. Occhio che l’aspetto è quello dei bagni dell’autogril, quindi solo per stomaci forti.
Una volta recuperata la macchina abbiamo puntato a Rabat, la capitale. È una città molto più moderna e in un certo senso più occidentalizzata. Sicuramente fare un giro per le sue strade da l’idea della diversità d’intenti e di vita che questo paese racchiude.
L’ultima mezza giornata prima di prendere il volo di ritorno l’abbiamo dedicata alla medina di Marrakech. Sicuramente più grande e fornita è anche più turistica e allestita ad hoc. Vale la pena comunque di andarci anche perchè nella piazza principale potete intravedere qualche individuo che cerca di far alzare i cobra al suono del piffero.
Prelevate un pò di cash perchè a volte non avrete la possibilità di pagare con carta.
Obbligatorio provarlo almeno una volta. Anche se è molto caldo, rinfresca.
Soprattutto nelle medine ci saranno persone che si offrono di aiutarvi per portarvi all’hotel. Non è un aiuto spassionato, vi chiederanno soldi.
Se andate nel deserto procuratevi un turbante. Unico indumento che fa egregiamente il suo lavoro di protezione da sole e vento.